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Gianluca Magi
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Psicologia Transpersonale

 

«La psicoanalisi e le varie linee di pensiero che ne derivano
sono solo un timido tentativo da principiante

se comparate a ciò che in Oriente è un'arte immemorabile
»

- Carl Gustav Jung (1959)

 

 


La psicologia transpersonale una scienza del mentale relativamente recente. Nacque verso la fine degli anni '60 come "quarta forza" della psicologia per sottolineare la sua disponibilità all'incontro con le tematiche orientali e alla costruzione di un nuovo modello più ampio di coscienza. Infatti, il comportamentismo (la cosiddetta "prima forza") nega la possibilità di liberare la mente da ogni forma di condizionamento; mentre la psicoanalisi freudiana ortodossa (la "seconda forza") riduce ogni esperienza di tipo spirituale a una sorta di regressus ad uterum. Sulla scorta della psicologia umanistica (la "terza forza") e del lavoro di Anthony J. Sutich e di Abraham Maslow (con le sue ricerche sulle "esperienze picco", peak experiences), la psicologia transpersonale si prefigge come obiettivo non solo la "cura" delle "malattie mentali", ma anche l'esplorazione di una nuova visione della realtà e l'indagine approfondita dei livelli più alti della coscienza personale e collettiva (livelli che nel corso dei secoli sono stati definiti dalle diverse tradizioni culturali con termini che vanno dall'estasi mistica alla esperienza oceanica, dal nirvàna al satori, dal Regno dei Cieli alla coscienza cosmica).
In tal senso, il movimento di pensiero e di ricerca transpersonale si occupa della crescita della persona cosiddetta "sana" e funzionante, e di quei processi detti di autorealizzazione, di sviluppo delle potenzialità e capacità dell'essere umano (non considerate dalle altre "forze").
Quest'esplorazione è favorita proprio dalla possibilità di un autentico confronto tra la psicologia occidentale (in particolar modo, quella esistenziale, umanista e gestaltica) e le psicofilosofie orientali basata sulle tecniche meditative (sufismo, buddhismo, yoga).
Le convergenze, infatti, fra certi approcci psicoterapeutici della psicologia transpersonale e molte tecniche spirituali dell'Oriente sono notevoli. Solo per citarne alcune, basti pensare: l'elaborazione di un modello "olistico", che congiunga la dicotomia corpo/mente e individuo/ambiente; lo sviluppo dell'insight come importante mezzo di conoscenza e azione nella realtà;

 

il lavoro con le energie psicofisiche; l'interesse verso il Sè (una dimensione d'armonia "numinosa" che trascende e, nello stesso tempo, comprende sia l’io cosciente sia l’inconscio) e verso i processi d'espansione della consapevolezza oltre l’incapsulamento egoico (nella convinzione che l'uomo non è semplicemente un risultato storico-geografico, ma che contiene in sè il seme dell'eternità); e così via.
Il precursore della psicologia transpersonale è Carl Gustav Jung, il quale aprì un fecondo scambio di canali con il mondo orientale. Non possiamo capire la psicologia junghiana se facciamo a meno, per esempio, della sua analisi dei mandala (immagini raffiguranti diagrammi circolari dallo schema complesso e che riproducono microcosmicamente l'universo; in tal senso, sono psicocosmogrammi). Lo studio junghiano dei mandala è stato decisivo per tutta la psicologia del Sè, la psicologia degli archetipi. Secondo Jung, quando l'uomo giunge al massimo valore del suo processo esistenziale, l'individuazione, si verifica in lui uno spostamento di centro dall'io al Sè. Sarà così in grado di abbracciare gli archetipi che dimorano nella sua geografia intima.
Si pensi inoltre all'interesse di Jung per lo Yi Jing (il Libro dei mutamenti della tradizione cinese) che lo ha spinto a teorizzare il concetto di sincronicità (altro caposaldo della psicologia analitica per indicare la coincidenza o la corrispondenza significativa tra un accadimento psichico e uno fisico, senza che vi sia tra loro una relazione causale).
Per non parlare degli addentellati tra l'inconscio collettivo junghiano e la coscienza magazzino (àlayavijñàna) del buddhismo yogàcàra.

La psicologia transpersonale enfatizza ancora maggiormente, rispetto al suo precursore svizzero, il legame con le tradizioni spirituali orientali (soprattutto sufismo, tantrismo, yoga, vedànta, taoismo, zen).
Ciò che vuole sottolineare, attraverso l'utilizzo degli insegnamenti di tali tradizioni, è l'emersione della naturale spinta, latente in ogni uomo, a sviluppare un'altra logica, un'altra visione del mondo, più significativa di quell'attuale.


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