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I 36 stratagemmi.
L'arte segreta della strategia cinese.

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Presentazione di Franco Battiato
Vicenza 2010
Edizioni Il Punto d'Incontro
pp. 320

dopo 223 settimane di permanenza nella classifica dei libri più venduti e
7° posto tra i grandi successi degli ultimi anni [fonte Ibs]
NUOVA EDIZIONE RIVEDUTA E AMPLIATA
con il saggio LA STRATEGIA DELLO SPIRITO.
Per sintonizzarsi col vento soffiante della strategia del Tao.
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Un distillato di cinque millenni di strategia bellica che travalica l'angusto ambito militare.

I 36 stratagemmi sono attuali ed efficaci nei campi più disparati: dalla psicologia alla politica, dal business al management, dall'educazione alla diplomazia, dalla comunicazione al marketing, dall'etica alle relazioni umane.
Una scienza progredita del comportamento umano, un'evoluta psicologia delle debolezze e delle forze degli individui
all'interno del contesto strategico per controllare gli altri senza esserne controllati, per indurli a fare qualcosa senza
che se ne accorgano, per fare qualcosa a loro insaputa o, ancora, per creare deliberatamente agitazione nel
contendente e produrre determinate reazioni e movimenti.

Attraverso i millenni, I 36 stratagemmi non ha perso vitalità e non stupisce che oggi, in Oriente, sia considerata un'opera per l'addestramento dei manager.








   

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Recensioni

IL RIFORMISTA

Oriente. Hanno un valore psicologico e non soltanto militare
L'arte della guerra che piace a Battiato
I 36 stratagemmi che Mao Ze Dong temeva ricordano Sunzi e hanno ispirato il cantante

12 Febbraio 2005
di Anna Mazzone

L'oriente è ovunque. Inutile negarlo. Ci rimane solo la resa o forse, come consiglia il taoismo, basterebbe seguire la via dell'acqua. Quando anche Mc Donald qualche mese fa ha lanciato un menu sino-nipponico l'invasione si è definitivamente palesata. Culturalmente i suoi segnali si riscontrano un po' ovunque, dai ristoranti al cinema fino alle palestre - persino quelle di periferia - dove sbocciano come funghi gettonatissimi corsi di mantra-yoga o di Tai Chi. Una vera e propria "aggressione", secondo la terminologia di Arnold J. Toynbee, che tra il 1934 ed il 1961 teorizzò le possibili evoluzioni da scontri culturali tra entità radioattive. Le teorie di Toynbee rimangono sconosciute a molti e, in generale, sono state finora applicate per spiegare l'influenza invasiva dell'Occidente sull'Oriente, proponendo una serie di analisi unidirezionali. Sbocconcellando un gambero giapponese da Mac Donald, però, ci si può rendere conto di come al momento la potenza più radioattiva sia certamente quella che porta con sé i profumi esotici del lontano Oriente. L'elaborazione toynbiana si basa sul concetto di incontro-scontro tra due diverse culture. Questo match ipotetico si può risolvere in diversi modi, ma è certo - secondo lo storico ed antropologo inglese - che esistono dei segnali chiari ed inequivocabili di chi sia il vincitore in pectore . Ecco, quindi, spuntare le tre leggi cosiddette "sinistre", poiché non profetizzano nulla di buono. La prima legge sentenzia che il potere di penetrazione di un elemento culturale è proporzionale al grado della sua futilità e superficialità. Questa legge ha delle conseguenze devastanti, poiché la società aggredita - come sostiene Luciano Pellicani nel suo volume Dalla Società chiusa alla società aperta - «nell'impossibilità oggettiva di sottrarsi completamente all'influenza della cultura radioattiva, finirà per accettare quegli elementi che le sembreranno più facili da imitare o meno indesiderabili». E qui una nuvola di incenso va idealmente verso l'alto, come nei migliori salotti occidentali dove gli incensi sono, appunto, diventati un must, altro che stravaganze chimiche come i profumi di una volta che si attaccavano direttamente alle prese della corrente. Le altre due leggi sono strettamente legate alla prima. Non è detto - spiega Toynbee - che un elemento che è stato innocuo o altamente benefico nel corpo sociale al quale appartiene tenda a produrre gli stessi effetti nel nuovo sistema colonizzato. Anzi, Toynbee in questo è decisamente pessimista e parla di effetti addirittura devastanti provocati dal nuovo elemento che si comporta da vero e proprio intruso. La terza è la cosiddetta legge delle ciliegie. Così come una ciliegia tira l'altra, anche gli elementi futili di un sistema permeano uno dopo l'altro senza soluzione di continuità il sistema colonizzato. La teoria di Toynbee, per quanto precisa e storicamente provata, non può che lanciarci nello sconforto. La visione è addirittura apocalittica. In sostanza, l'Oriente ci sta colonizzando e prima o poi diventeremo un banale avamposto delle tecniche meditative himalayane. E se Toynbee fosse una Cassandra? Accanto agli elementi futili, infatti, stanno penetrando in Occidente anche elementi che certo futili non sono e che, al contrario, rappresentano un distillato purissimo della filosofia orientale. Non è un caso, infatti, che da circa 20 settimane 'I 36 Stratagemmi' a cura di Gianluca Magi sia al 30° posto nella classifica dei 100 libri più venduti. Un ottimo risultato per un libro che per secoli è rimasto avvolto nel mistero e che svela tutte le tattiche di strategia cinese da applicare nel campo delle relazioni umane di ogni genere. Il libro ha riscosso un tale successo editoriale che la seconda edizione può contare sulla prefazione di Franco Battiato, il quale non a caso titola il suo ultimo album proprio 'I X stratagemmi'. Esattamente come per il Libro dei Mutamenti (I Ching) diffuso in Europa da Carl Gustav Jung, anche i 36 Stratagemmi, a lungo rimasti nell'ombra e temuti dallo stesso Mao Ze Dong che ne impedì la diffusione, sono curati da uno studioso di filosofia orientale, professore presso l'Università di Urbino e già curatore di una raccolta fortunata di scritti Islamici (Il Dito e la Luna). Magi non solo ha tradotto dal cinese classico i 36 Stratagemmi, ma li ha anche corredati di un opportuno commento storico e filosofico che li rende molto più accessibili anche per i lettori occidentali, poco avvezzi ai tatticismi spirituali e dall'indole ben più pratica. Sarà forse per il sottotitolo in cui si afferma che l'arte segreta della strategia cinese serve per trionfare in ogni campo della vita quotidiana, che il testo viene citato anche sul sito Manager e Zen come chiave per il successo di provetti manager rampanti. Al di là di questo, però, I 36 Stratagemmi sono tutt'altro che un manuale per essere felici, bensì indicano strade in movimento per la risoluzione dei conflitti, sia esterni che interni, e sono, dunque, leggibili ed intellegibili a diversi livelli. Simili all'Arte della Guerra di Sunzi, i 36 Stratagemmi hanno un valore psicologico e non soltanto militare e rientrano nella logica del pensiero cinese che non classifica, bensì preferisce combinare. Alle leggi sinistre di Toynbee, quindi, doverosamente affianchiamo la via dolce dell'acqua, che secondo i taoisti vince senza combattere e senza cannonate e, aggiungiamo, resta in classifica. In fondo lo fa anche Battiato, quando sul retro della copertina del suo ultimo album cita proprio il primo Stratagemma: "Attraversare il mare per ingannare il cielo".

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MEN'S HEALTH

3 GRANDI DOMANDE. 36 GRANDI STRATAGEMMI
[VERSIONE INTEGRALE DELL'INTERVISTA]

maggio 2005

Per "attaccare" le situazioni difficili, gli antichi monaci guerrieri avevano elaborato 36 infallibili stratagemmi.
Li ripropone ora Gianluca Magi nel libro I 36 stratagemmi. L'arte segreta della strategia cinese per trionfare in ogni campo della vita quotidiana (con Presentazione di Franco Battiato, Edizioni Il Punto d'Incontro, 2004).
Al suo curatore, docente di filosofia orientale all'Università di Urbino, abbiamo chiesto di aiutarci a rispondere a tre dilemmi della vita di un uomo....

In che cosa consistono questi stratagemmi e come ci aiutano nei momenti difficili. A quale logica rispondono?

L'antica arte cinese degli stratagemmi è un'arte singolare, grazie alla conoscenza della quale si può governare il mondo e se stessi, o, come qualcuno ha detto, si può ordinare un mondo caotico o gettare nel caos un mondo ordinato. I 36 stratagemmi sono un prisma di saggezza cinese applicata all'arte della vittoria, efficace in ogni situazione della vita.
Si basano su una scienza progredita del comportamento umano di fronte a un  contesto ostile, e in cui si tratta di prendere decisioni.

Vivere oggi significa difendersi dalle insidie del nostro tempo, che con i suoi mille idoli, tesse tranelli a ogni nostro passo   imbrigliandoci tra le sue trame. I 36 stratagemmi possono dare suggerimenti per fare chiarezza mentale e non lasciarci travolgere dalle cose. Perché la maestria nella strategia non consiste soltanto nell'imporre la propria volontà sugli altri, significa anche aggirare le apparenze sensibili.
L'osservazione plurimillenaria cinese mostra come riconoscere e tradurre gli eventi della natura in strategie flessibili e ingegnose, in quanto gli antichi strateghi cinesi osservarono e documentarono per millenni le dinamiche della natura e la loro applicazione a ogni aspetto dell'esistenza.

I 36 stratagemmi rispondono alla logica tipicamente taoista che ama accennare più che focalizzare.
Gli stratagemmi sono stimoli per ampliare la percezione delle situazioni, non sono banali schemi tattici o semplicistiche soluzioni di pronto uso come se esistesse una risposta universale valida per tutti e sempre.
Questo svilirebbe non solo gli stratagemmi, ma anche l'uomo, il cui sistema neurologico è infinitamente più complesso di quello di un insetto mosso unicamente da schemi di stimolo-risposta.
Leggendo I 36 stratagemmi qualcosa accade nel lettore. Si ampliano nella sua mente nuove connessioni, nuove possibilità d'azione. Questo è il punto.

IN AMORE. Cosa faccio? Tradisco la mia compagna o resisto? Cedo al piacere o mi arrendo ai sensi di colpa?»

È chiaro che non è possibile rispondere in modo univoco. Ci sono situazioni in cui è bene cedere alla tentazione, poiché concedendocela vi potremo rinunciare mentre non concedendocela diverrà irrinunciabile: in questi casi, è saggio «snidare la tigre dalla montagna» (Stratagemma XV). Altre volte, però, la saggezza sta all'opposto nel resistere, osservando la situazione come il transito di una tempesta, sapendo, come dice il proverbio taoista, che una tempesta non può durare un giorno intero: in questi casi, dunque, «Osservare l'incendio sulla riva opposta» (Stratagemma IX).

IN UFFICIO. Quel collega è scorretto e odiato da tutti. E può diventare il capo al posto mio: sono autorizzato a usare qualsiasi arma?

Gli stratagemmi sono animati dalla logica dello yin e dello yang. Cioè relatività. A volte si è costretti a fare qualcosa di terribilmente sbagliato in senso assoluto (come «Celare un pugnale dietro un sorriso» X stratagemma), ma che in quel particolare momento è perfettamente giusto. I 36 stratagemmi non sanno che farsene del senso di colpa, questo fardello tipico della mente occidentale. Soltanto coloro che sono incapaci di accettare le proprie azioni avvertono il senso di colpa! La comprensione de I 36 stratagemmi permette di forgiare la propria personalità esclusivamente in rapporto al Tao, piuttosto che secondo le definizioni che ne dà la società, la religione o la morale comune.
Per questo il più grande trionfo del guerriero taoista è dominare se stesso, il proprio carattere.
E qui entriamo a bomba nella domanda sulle scelte esistenziali.

NELLA VITA.  Ogni cosa va per il verso sbagliato. Mollo e scappo a Goa o resto qui e tengo duro?

Il XXXVI Stratagemma dice: «La fuga è lo stratagemma migliore», ciò significa che se il corso di una certa azione conduce alla sconfitta, allora ritirarsi e riorganizzarsi è l'unica via di salvezza. Una massima bellica cinese afferma: «la ritirata è un modo per avanzare. Il saggio non combatte una guerra persa». Ma è anche chiaro che questo stratagemma non deve diventare un pretesto per evitare gli ostacoli e le sfide della vita, ma piuttosto un mezzo per meglio affrontarle. Solo in questo modo il guerriero della vita «attraversa il mare per ingannare il cielo» (come enuncia il Primo Stratagemma).

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… Se siete cultori dell'I Ching, il Libro dei Mutamenti, cui lo stesso Jung scrisse la prefazione della prima edizione in lingua occidentale, oppure di quel testo che da qualche tempo in voga addirittura fra i cosiddetti "manager rampanti", ovvero L'arte della guerra, non potete assolutamente perdervi questo libro, che peraltro sta già riscuotendo un grande successo fra numerose personalità. …  In questo libro, oltre al classico commento e alla spiegazione di ogni stratagemma, troverete un'illustrazione storica pertinente che non mancherà di incuriosirvi e appassionarvi ad una grandiosa cultura, quella cinese, la cui saggezza dalle radici antiche ha affascinato fior di intellettuali e pensatori in tutto il mondo...

Recensione da: Nexus

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… Nella civiltà cinese la strategia è da sempre considerata un'arte di primaria importanza, utile per risultare incisivi ed efficaci nella relazione con gli altri e per influire sugli eventi da dietro le quinte, indisturbati e imprevedibili. Molti dei grandi uomini politici del nostro tempo attingono a piene mani dalle tecniche descritte ne I 36 stratagemmi per le proprie scelte politiche. In America la CIA lo ha introdotto tra i libri di testo dei corsi di formazione dei propri agenti segreti. In Cina, Taiwan e Hong Kong è considerata un'opera per l'educazione dei manager. Ma quest'opera ha due piani di comprensione, uno superficiale incentrato sulle astuzie per imporre la propria volontà, l'altro è più profondo e consiste nel vincere se stessi, cioè trionfare sul proprio mondo per raggiungere un sereno distacco dalle sfide dell'esistenza. ….

Recensione da: La Voce

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FANBATTIATO.COM

Intervista rilasciata a Antonio La Monica

Cosa è l'arte cinese degli stratagemmi?

È un'arte singolare, molto antica, grazie alla conoscenza della quale si può governare il mondo e se stessi, o, come qualcuno ha detto, si può ordinare un mondo caotico o gettare nel caos un mondo ordinato. I 36 stratagemmi sono un prisma di saggezza cinese applicata all'arte della vittoria, stimoli per ampliare la percezione delle situazioni. Le strategie prese in esame travalicano l1angusto ambito bellico e si rivelano efficaci in ogni situazione della vita.
Si basano su una scienza progredita del comportamento umano di fronte a un contesto ostile. Sono in gioco le tecniche taoiste dell'inganno, del sotterfugio, della dissimulazione, del depistaggio psicologico per imporre la propria volontà su quella dell'avversario. Ma questo è solo un livello di comprensione degli stratagemmi. Quello più profondo: trionfare su se stessi.

Come mai l'idea di riproporla al lettore italiano?

Ho tradotto dal cinese classico e commentato quest'antica opera taoista, la cui validità è rimasta immutata nei secoli, perché penso che vivere oggi significa difendersi dalle insidie del nostro tempo (oggi come ieri, ieri come oggi, ma oggi è diventato tutto più macroscopico). Il nostro tempo, con i suoi mille idoli, tesse tranelli a ogni nostro passo facendoci barcollare tra le sue trame. I 36 stratagemmi possono dare suggerimenti per fare chiarezza mentale e non lasciarci travolgere dalle cose. Perché la maestria nella strategia non consiste soltanto nell'imporre la propria volontà sugli altri, significa anche avere a propria disposizione un essenziale mezzo difensivo, per evitare di cadere preda di trame altrui (anche mass-mediatiche), nell'imparare a riconoscerle, nell'aggirare le apparenze sensibili. Credo che l'osservazione plurimillenaria della natura fatta dai cinesi abbia individuato dei processi universalmente applicabili, oltre lo spazio della longitudine e della latitudine, oltre il tempo di ieri oggi e domani. Questa osservazione plurimillenaria mostra come riconoscere e tradurre gli eventi della natura in strategie flessibili e ingegnose, in quanto gli antichi strateghi cinesi osservarono e documentarono per millenni le dinamiche della natura e la loro applicazione a ogni aspetto dell'esistenza.

Quali attinenze fra questa arte e l'opera di Franco Battiato, secondo il curatore del libro?

Credo che un ascolto attento del brano "Ermeneutica" risponda efficacemente a questa domanda.

A cosa fa riferimento lo stratagemma che Franco Battiato cita spesso "Attraversare il mare per ingannare il cielo"?

Questo stratagemma risponde all'attitudine umana di non prestare solitamente attenzione a ciò che è familiare. L1evidenza delle cose rimane celata proprio perché si trova quotidianamente sotto gli occhi. Per traslato, è, dunque, possibile nascondere qualcosa a forza di mostrarlo. Lo sapeva bene Xue Rengui, un ingegnoso generale cinese del VI secolo, che, grazie a un'enorme città galleggiante, riuscì a far attraversare il Mar Giallo al riluttante imperatore celeste, senza che questi se ne accorgesse. È un meccanismo oggi noto in psicologia con il termine di abituazione, meccanismo impiegato in campo sociale dagli strateghi del consenso e della comunicazione. Mi sto riferendo all'iperinformazione: più si ripete un messaggio, più il destinatario si assuefa e meno il messaggio suscita interesse.
Ma il principio di questo stratagemma è valido anche in campo esoterico: le cosiddette verità segrete esposte in evidenza. Ma non vorrei dire troppo. E non solo per non rischiare di togliere il gusto della lettura del libro.

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