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Gianluca Magi
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Sanjao. I tre pilastri della sapienza

 

 

Sanjao
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I tre pilastri della sapienza
Vicenza 2006
Edizioni Il Punto d'Incontro
pp. 240

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I cinesi sanno molto di noi. Noi poco di loro. La ricchezza di una civiltà con cinquemila straordinari anni di storia e una immensità geografica impressionante ci affascina, ci ammalia.
Mai come ora la Cina è davvero vicina e lo strabiliante svilupppo economico cui è soggetto questo grande Paese pretende una rinnovata comprensione del suo pensiero.
I presupposti dell'attuale successo planetario della Cina, infatti, non vanno ricercati esclusivamente nelle dterminazioni politiche odierne, ma nella sua tradizionale visione del mondo, che un tempo l'ha condotta a essere un poderoso impero di conquista.
Oggi la Cina cerca di ripristinare la propria antica centralità internazionale e "I tre pilastri della sapienza" si rivelano uno strumento fondamentale per comprendere il colossa giallo e prevenirne le mosse.
"Sanjiao" rappresenta un tentativo unico nel panorama editoriale italiano.
Temi quali psicologia, scienza, arte della guerra, sessualità, pittura, musica, archietettura, logica, meditazione, filosofia e molto altro ne fanno una preziosa guida al pensiero cinese nelle sue diverse espressioni.

   

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Recensioni

IL RIFORMISTA

I tre pilastri della filosofia cinese

29 Marzo 2006
di Anna Mazzone

Ritorna con un piccolo 'corto' sulla scena editoriale Gianluca Magi, autore dei 36 Stratagemmi, uno dei libri più clonati del momento e tenacemente in classifica come best seller nonostante il tema solo apparentemente ostico della 'lontana' filosofia cinese. E ritorna con un pamphlet, Sanjiao ( I tre pilastri della Sapienza - edizioni Punto di Incontro) che anticipa l'uscita a maggio de La Nobile arte dell'insulto per l'Einaudi. Sanjiao è un condensato di sapienza, una piccola perla da leggere ed assaporare lentamente, nella quale le immagini si alternano alle parole per dipanare la matassa della filosofia cinese che si regge, per l'appunto, sui tre pilastri del Confucianesimo, del Taoismo e del Buddhismo. Immagini di ideogrammi alternate ad antiche stampe e fotografie, che accompagnano lungo il piacevole percorso della scoperta di un pensiero che - come già detto da Hermann Hesse - "È una fonte del nostro sapere", pur restando tuttora nell'ombra all'interno di quel grande contenitore che è la cultura e la conoscenza occidentale. Il libro di Magi si presenta come un corto ben diretto, in cui una prosa semplice   e non accademica lascia cinematograficamente spazio alla riflessione e all'immaginazione, solleticando continue curiosità nel lettore. La trattazione in apertura del Libro dei Mutamenti ( Yijing ) e della sua filosofia altro non è che un primo punto fermo nell'analisi del pensiero cinese. Tornano in mente le parole del Buddha sull'unica legge permanente che è proprio quella dell'impermanenza, lente sottile ed indispensabile per comprendere la realtà che ci circonda in ogni sua sfera. Non è un caso, infatti, che gli esagrammi dello Yijing tornino in tutto il libro, come a segnare le tappe di una passeggiata dall'inizio alla sua conclusione. Viene dato spazio al pensiero di Mengzi (Mencio), precursore del nostro Jean Jacques Rousseau e del suo Candide e, in una par condicio intellettuale ed onesta, alla sociologia metafisica di Xunzi che, invece, precorre il Leviatano di hobbesiana memoria. Pillole di filosofia antica che, lungi dall'essere banali, forniscono una fotografia perfetta del pensiero orientale, pur senza la trattazione sistematica dei 36 Stratagemmi che muove, però, dalla stessa necessità dell'autore di trattare per il grande pubblico temi ai quali difficilmente ci si avvicina. La carta vincente di Gianluca Magi, che poi è stata determinante proprio per il successo da 'miracolo editoriale' dei 36 Stratagemmi, sta tutta nella sua incredibile capacità di narrare in maniera quasi romanzata (e fortunatamente affatto accademica) argomenti che fino ad ora sono spesso rimasti rinchiusi nelle aule (neanche tanto affollate) delle università. La traduzione dell'autore dal sanscrito, dal cinese classico e dal pali è garanzia di una profonda conoscenza dei virtuosismi del pensiero cinese e ci restituisce un testo che può arrivare a tutti, che può essere letto non solo da un'elite e che può, proprio per questo, svelare la straordinaria contiguità che esiste tra la cultura occidentale e quella orientale, che non sono due blocchi a se stanti, bensì si intersecano e percorrono la medesima strada pur non essendone pienamente consapevoli.
In Sanjiao , Gianluca Magi sottolinea chiaramente come la Cina conosca molto bene il mondo occidentale, a differenza di quest'ultimo nei suoi confronti. Torna in mente il noto film di Marco Bellocchio, La Cina è vicina (1967), ma reinterpretato in chiave meno politica e decisamente più culturale ai giorni nostri. Una Cina che da sempre è stata vicina, nonostante non ne fossimo consci. Una Cina da studiare e sulla quale riflettere oltre le strette contingenze economiche, per ritrovare quella stessa "origine" nel pensiero comune che, lungi dal fare l'occhiolino ad un relativismo sterile, racconta attraverso i Tre pilastri anche il nostro modo di vedere e vivere nel mondo; dall'arte alla musica, dalla scienza alla psicologia, passando per l'arte della lotta e approdando alla sfera sessuale. Una collana ben riuscita di autentiche perle che brillano non come un utile bignami, bensì come il risultato sapiente e rigoroso di anni di profondo studio. Un bel corto, insomma, in attesa del prossimo 'film' sulla Nobile arte dell'insulto.

 

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